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Sentiment negativo sui mercati

Saverio Berlinzani
January 04, 2023

Sentiment negativo sui mercati


Quanto abbiamo riportato ieri, relativamente al sentiment dominante in questo momento sui mercati, potrebbe essere esattamente ripetuto oggi, in ragione del fatto che le price action sono rimaste invariate sul mercato dei cambi, mentre i listini azionari appaiono comunque incerti sul da farsi, con Wall Street che ieri ha chiuso in rosso mentre l’azionario asiatico ha recuperato qualcosa se osserviamo le borse di Australia, Corea del Sud, Hong Kong e Cina, con il Giappone che chiude negativo. Ma si tratta ancora di movimenti privi di direzionalità e frutto di schermaglie che ancora evidenziano incertezza per le questioni legate alla recessione in Europa e negli Stati Uniti, oltre ai fatti relativi alla nuova ondata di Covid in Cina, che sostanzialmente pesano sul sentiment di breve. Peraltro siamo tuttora in una fase in cui i grandi players sono ancora alla finestra perché aspettano di avere conferme dai dati per capire quale sarà l’andamento delle prossime settimane, con i numeri usciti finora che sono stati poco significativi. 


Ma rimane comunque una settimana importante perché, in giornata, usciranno i Pmi dei servizi e composite in Europa, che forse potrebbero confermare un calo della congiuntura e della domanda, confermate peraltro anche dai dati sull’inflazione tedesca di ieri, in calo all’8.6% rispetto al 10% del dato precedente su base annua e in discesa dello 0.8% su base mensile. A conferma del calo della domanda globale come pericolo dominante in questa prima parte dell’anno, segnaliamo anche il Pmi manifatturiero statunitense uscito a 46.2 contro il 47.7 del dato precedente, leggermente inferiore al consensus. In ogni caso il primo vero banco di prova di questo 2023 è dato dalle statistiche sui Non Farm payrolls di venerdì e dai jobless di giovedì per gli Stati Uniti, mentre per l’Europa dominano la scena i dati sull’inflazione e le vendite al dettaglio sempre venerdì, ma in mattinata. 


Sul fronte price action l’EurUsd ha corretto ma fatica per ora ad accelerare al ribasso, anche se i target di breve sembrano posti in area 1.0430, primo supporto chiave che deve tenere per evidenziare forza di medio termine. Il cable sembra in fase distributiva a massimi e minimi decrescenti sui grafici a 2 e 4 ore e solo il superamento di 1.2100/10 potrebbe riportare serenità sul tasso di cambio. Altrimenti potremmo scivolare lentamente verso 1.1750 se violasse il supporto chiave di 1.1890. EurGbp ancora forte sopra 0.8820 con il livello chiave posto a 0.8870 mentre sugli altri rapporti di cambio notiamo un UsdJpy ancora faticosamente sopra al supporto chiave di 130.00 che se violato potrebbe portare i prezzi a 126.50, con un probabile aumento repentino del risk off. Gli alti tassi statunitensi e il pericolo di recessione fanno ritornare la valuta giapponese in auge. Interessante anche il recupero di AudNzd, che si avvicina


al livello chiave di 1.0870, con un dollaro australiano in recupero anche contro dollaro statunitense, anche se per ora, parziale. UsdCad tornato sopra 1.3600 sempre all’interno del trading range 1.3490 1.3700. Materie prime in calo per timori di discesa della domanda globale con il Wti a 76.50 e il Brent a 82.00, in un trend che a nostro avviso rimane ribassista fino a quando il Wti non dovesse violare l’area di 92.00/93.00 dollari e il Brent quella di 98 99 dollari.

Buona giornata e buon trading.


Saverio Berlinzani





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