
Ieri c’è stata una reazione da parte dei mercati, in una giornata che ha visto un dato americano inferiore alle attese (relativo gli ordini di beni durevoli ossia i beni destinati ad avere una durata di almeno tre anni). Il numero è stato al di sotto delle aspettative, ovvero -4.5% su base mensile nel mese di gennaio, il dato peggiore dall’aprile 2020. Il calo più vistoso arriva dai mezzi di trasporto, aeromobili e componenti per la difesa, mentre il dato core, ovvero esclusi i trasporti, è aumentato dello 0.7%.
La reazione dei mercati azionari è stata positiva perché la narrativa è sempre la medesima ovvero dati positivi possono alimentare ulteriori rialzi dei tassi, provocando una discesa dei listini e un recupero del dollaro. Un groviglio di interpretazioni che fa a cazzotti con la logica che dovrebbe vedere i mercati reagire positivamente a dei dati buoni e negativamente a numeri inferiori al consensus.
E la ragione è l’inflazione, che ancora spaventa e che fa addirittura desiderare l’arrivo di una recessione che contribuirebbe alla discesa dei prezzi. Il problema è che le banche centrali sembrano sempre in ritardo rispetto ai movimenti dei mercati e il rischio è che il rialzo del costo del denaro duri troppo a lungo, provocando un hard landing. I dati americani relativi alle vendite delle case esistenti, nel frattempo, sono stati positivi con un +8.1% a gennaio, ben superiore al consensus. Si tratta dell’aumento maggiore dal giugno 2020.
Venendo al mercato dei cambi segnaliamo il ritorno dell’EurUsd sopra 1.06, con possibilità di accumulazione anche fino a 1.0710-20, mentre il Cable si è posizionato sopra 1.2050, con un’accumulazione interessante che sembrerebbe poter indicare la via al target di 1.2130. UsdJpy rimane vicino ai massimi dopo le dichiarazioni del nuovo Governatore Ueda che ha ribadito come il Qqe rimanga ancora la politica monetaria favorita. Il target di questo rialzo sembra essere quello compreso tra 138.00 e 138.50.
Oggi si chiude il mese di febbraio e potremmo assistere a dei movimenti anomali, provocati dalla chiusura di qualche posizione da parte di fondi o istituzioni impegnate in operazioni di window dressing. Sul fronte dati attenzione al Pil canadese, al dato sulla bilancia commerciale e al Chicago Pmi.
Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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