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Risk off de volta?

Saverio Berlinzani
January 03, 2023

Risk off de volta?


La prima giornata sui mercati finanziari di questo nuovo anno non ha fornito alcuna indicazione rilevante, se non qualche piccola correzione dei mercati azionari europei, dopo che la sessione di fine anno era stata caratterizzata da perdite e ribassi un po’ generalizzati. Il mercato ieri ha corretto, e ha tenuto anche nella notte, nonostante il dato cinese sul Pmi manifatturiero Caixin sia sceso uscito peggiore delle attese a 49, e gli investitori paiono ancora alla finestra, in attesa della fine delle festività e l’inizio “vero” di questo 2023.


Dalla settimana prossima ricominceremo a parlare di attesa per le decisioni delle banche centrali, e a tal proposito i dati sui NFP di venerdì potranno essere di aiuto per valutare i prossimi movimenti della Fed. La sensazione che il rialzo dei tassi non sia finito c’è, anche se non mancano evidenti segnali di medio termine che prima o poi un tale ritmo di aumenti del costo del denaro lascerà degli evidenti strascichi sulla crescita, sulla produttività e quindi sull’occupazione. La recessione dovrebbe quindi essere il tema principale di questo primo trimestre, con la necessità di porre massima attenzione ai dati che usciranno.


Sul fronte cambi il dollaro sembra riprendere leggermente quota, con l’EurUsd che ha ceduto un centinaio di pips insieme alla sterlina, la quale ha perso quota 1.2000. La ripresa del dollaro sembra dovuta ai timori verso la nuova ripresa della pandemia, e per questa ragione anche lo Jpy è tornato a salire contro divisa americana, producendo in parallelo la violazione dei supporti chiave su EurJpy, tornato sotto quota 140.00. Per contro il supporto di UsdJpy a 129.70 80 ha tenuto, almeno per ora. Sulle altre coppie valutarie non c’è molto da segnalare, in un mercato che sembra non lontano da un aumento del risk off generalizzato.


Anche l’indice paura e avidità (fear and greed), è tornato in zona paura a 37, in calo dai livelli di neutralità di 50 visti recentemente. Sulle materie prime registriamo il calo del petrollio WTI a 80.50 mentre il Brent naviga intorno agli 86 dollari. I timori di recessione e rallentamento globale spingono verso una diminuzione della domanda di energia, con il capo del Fondo Monetario Internazionale Georgieva ad avvertire che il 2023 sarà un anno difficile in ragione del rallentamento delle tre aree di produzione globale Usa, Europa e Cina, con quest’ultima alle prese con una nuova ondata pandemica. Dal lato dell’offerta però gli investitori attendono che si faccia chiarezza su eventuali tagli alla produzione di petrolio da parte dell’Opec+, che potrebbero ancora alimentare spirali inflazionistiche. Mercati incerti quindi, e occhi puntati sui vari aggregati macro.

Buona giornata.


Saverio Berlinzani  





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