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S&P 500 record, mercati indifferenti alla geopolitica

Saverio Berlinzani
April 17, 2026

S&P 500 INARRESTABILE


Ieri i listini statunitensi hanno esteso i guadagni della sessione precedente, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,8% a quota 7.051 punti, segnando un nuovo e ulteriore massimo storico.


Il Nasdaq si è mantenuto vicino ai livelli record raggiunti nella seduta precedente, mentre il Dow Jones è rimasto sostanzialmente stabile in area 48.460 punti.


Gli investitori continuano a monitorare la stagione degli utili, mentre cresce l’ottimismo sulla possibilità che un potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran possa porre fine al conflitto e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.


A livello settoriale, energia, materiali e immobiliare hanno guidato i rialzi, mentre sanità e beni di consumo discrezionali hanno sottoperformato.


Tra i singoli titoli, PepsiCo è salita dello 0,3% dopo aver riportato utili e ricavi superiori alle attese, mentre Bank of New York Mellon ha guadagnato l’1,3% grazie a risultati solidi.


Netflix ha registrato un lieve calo dello 0,3% in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali prevista per la giornata, mentre l’andamento complessivo delle società a grande capitalizzazione è risultato contrastato.


VALUTE


Sul mercato più liquido al mondo si registrano movimenti estremamente contenuti, con oscillazioni giornaliere comprese tra i 30 e i 40 pips per le principali coppie “originali”, ossia quelle che includono il dollaro.


Sui cross, invece, emergono movimenti più interessanti, in particolare sull’EUR/JPY, che ha raggiunto un nuovo massimo storico nell’era della moneta unica, senza dover risalire al 1990, quando si registrarono livelli anche superiori ma in presenza dell’ECU, il precursore dell’euro.


L’EUR/USD rimane compreso tra 1,1770 e 1,1810, mentre il Cable ha ceduto qualche pip contro dollaro, tornando in area 1,3520. L’EUR/GBP è quindi risalito da 0,8690 a 0,8715.


Sul franco svizzero non si segnalano particolari movimenti, con EUR/CHF stabile a 0,9230 e USD/CHF sopra quota 0,7830. Le valute oceaniche restano invece ancorate ai livelli dei giorni precedenti, a 0,7170 per AUD/USD e 0,5880 per NZD/USD.


Manca un vero e proprio trigger, ovvero un fattore in grado di spostare l’equilibrio attuale. Le dichiarazioni del presidente Trump vengono ormai ignorate dal mercato e i dati macroeconomici non riescono a generare volatilità.


USA, PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO


La produzione industriale negli Stati Uniti è diminuita dello 0,5% su base mensile a marzo 2026, mancando le attese di mercato che prevedevano un incremento dello 0,1%, dopo il +0,7% di febbraio.


Si tratta del calo più marcato dell’attività industriale da settembre 2024.


La produzione manifatturiera, che rappresenta circa il 78% del totale, è scesa dello 0,1% dopo l’aumento, rivisto al rialzo, dello 0,4% di febbraio, risultando anch’essa inferiore alle stime di crescita dello 0,1%.


PETROLIO


Questa mattina il prezzo del greggio si attesta in lieve rialzo, con il WTI a quota 90 dollari e il Brent a 94,50 dollari al barile.


Il movimento è legato al fatto che non si è ancora giunti a un accordo per una tregua duratura tra Stati Uniti e Iran. Alcune indiscrezioni suggeriscono che un’intesa potrebbe richiedere mesi, piuttosto che settimane.


I negoziati in corso non hanno risolto le questioni chiave, mentre le interruzioni nello Stretto di Hormuz continuano a limitare l’offerta di petrolio. La situazione geopolitica contribuisce a mantenere l’offerta contenuta, anche alla luce del recente calo delle scorte statunitensi e dell’aumento dei flussi di esportazione.


Nonostante ciò, sui mercati permane un diffuso ottimismo, come si evince dall’andamento dei listini azionari e dalla stabilità dei rendimenti dei titoli di Stato nelle ultime ore.


JOBLESS CLAIMS


Il numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso a 207.000 nella settimana terminata l’11 aprile 2026, rispetto alle 218.000 (dato rivisto al ribasso) della settimana precedente.


Il dato è risultato inferiore alle attese di mercato, fissate a 215.000, segnando il calo settimanale più consistente da febbraio e indicando che i licenziamenti restano limitati. Il mercato del lavoro e l’economia nel loro complesso continuano infatti a mostrare una buona resilienza.


Le richieste continuative di sussidi, che misurano il numero di persone che percepiscono l’indennità, sono invece salite a 1.818.000 nella settimana terminata il 4 aprile, con un aumento di 31.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente.


Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

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