RALLY DI WALL STREET
I principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso la seduta di mercoledì 21 ottobre 2026 in netto rialzo, trainati da un forte rally del settore tecnologico e da una solida stagione di trimestrali.
Il Nasdaq ha chiuso a +1,05%, mentre l’S&P 500 ha messo a segno un +0,58%. Il Dow Jones ha infine terminato la sessione in rialzo dello 0,69%.
Il comparto tecnologico, sostenuto dai titoli legati all'intelligenza artificiale, alle infrastrutture di calcolo e ai semiconduttori, ha guidato i guadagni dell'intera giornata.
A sostenere i listini è stata in particolare la performance di SpaceX, che ha registrato risultati trimestrali nettamente superiori alle aspettative degli analisti, mettendo a segno un rialzo vicino all'8%.
Al contrario, Netflix ha vissuto una seduta debole a causa delle preoccupazioni degli investitori sulla crescita futura.
VALUTE
Tentativi di recupero per l’euro, che contro il dollaro cerca faticosamente di testare le aree di resistenza chiave poste in area 1,1270-1,1280, mentre la sterlina resta a ridosso di quota 1,3400 dopo i dati positivi su occupazione e PIL.
Lo yen recupera terreno contro il dollaro, con il cambio USD/JPY a 157,70, mentre l’EUR/JPY rimane sopra quota 177,20 senza però mostrare particolare slancio rialzista.
Dollaro australiano e neozelandese attaccano le rispettive resistenze ma, per il momento, non riescono ancora a superarle.
Le price action restano stabili e la volatilità si mantiene contenuta. Il mercato valutario attende la decisione della Fed per capire se emergeranno cambiamenti strutturali di medio termine.
Sul fronte dello yen, la Bank of Japan sembra rimanere in secondo piano e il cambio USD/JPY continua a muoversi all’interno del range compreso tra 157,50 e 158,50.
TENSIONE SUL PETROLIO
Il prezzo del petrolio WTI ha superato i 98 dollari al barile, recuperando le perdite della sessione precedente dopo l'attacco con droni al giacimento petrolifero di Shaybah, gestito da Saudi Aramco, nel quale hanno perso la vita due persone.
L'incidente ha evidenziato le crescenti tensioni in Medio Oriente, alimentando i timori di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche.
Gli Stati Uniti hanno inoltre ordinato l'evacuazione di alcuni membri del personale e dei rispettivi familiari dalle ambasciate americane in Arabia Saudita.
Nel frattempo, questa settimana l'Ucraina ha lanciato attacchi su larga scala con droni contro la Russia, colpendo infrastrutture petrolifere strategiche e segnalando l'intenzione di impedire a Mosca di espandere le esportazioni di gasolio nell'ambito di un accordo tra i presidenti Trump e Putin.
Tuttavia, ulteriori aumenti dei prezzi del petrolio potrebbero essere limitati dall'incremento delle spedizioni di greggio dal Medio Oriente, con flussi di esportazione che si stanno avvicinando ai livelli precedenti al conflitto.
Le esportazioni di greggio dell'Arabia Saudita sono aumentate del 7,9% ad agosto, raggiungendo il livello più elevato da marzo.
ORO VERSO I SUPPORTI CHIAVE
Questa mattina i prezzi dell'oro sono scesi sotto i 4.090 dollari l'oncia, annullando i guadagni della sessione precedente.
Il movimento è stato innescato dalle rinnovate tensioni in Medio Oriente, che hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio e riacceso i timori inflazionistici.
Questo scenario tende a favorire gli asset che offrono un rendimento o una cedola, penalizzando invece il metallo giallo, che non genera alcun flusso di reddito.
I supporti tecnici più rilevanti rimangono comunque distanti, collocati rispettivamente a 3.970 e 3.880 dollari.
Il mercato resta inoltre in attesa della decisione della Fed prevista per la prossima settimana che, secondo il consenso, dovrebbe lasciare i tassi d'interesse invariati. Le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh rilasciate venerdì scorso non hanno infatti modificato le aspettative di una pausa.
Tuttavia, i mercati continuano a prezzare la possibilità di un rialzo dei tassi a dicembre, in un contesto di inflazione persistente sostenuta dal comparto energetico.
Anche la Banca Centrale Europea e la Bank of Japan dovrebbero mantenere invariati i tassi di interesse durante le rispettive riunioni della prossima settimana.
Sebbene l'oro sia tradizionalmente considerato una copertura contro l'inflazione, l'assenza di rendimento tende a renderlo meno attraente quando i tassi d'interesse salgono.
NUOVA ZELANDA
Il tasso di inflazione annuale della Nuova Zelanda è sceso al 3,7% nel terzo trimestre del 2026, rispetto al 4,1% del trimestre precedente.
Il dato si è attestato leggermente al di sotto delle attese del mercato, fissate al 3,8%, ma resta superiore all'intervallo obiettivo dell'1%-3% stabilito dalla Reserve Bank of New Zealand.
Il principale contributo all'inflazione annuale è arrivato dai prezzi della benzina, aumentati del 19,1% a causa del rincaro del petrolio e dei carburanti sui mercati internazionali, in un contesto segnato dalle tensioni in Medio Oriente.
Il costo di costruzione delle nuove abitazioni è salito del 3,2%, sostenuto dall'aumento dei prezzi dei materiali, della manodopera e dei carburanti.
Sono aumentati anche i prezzi dell'elettricità (+9,3%), le tariffe aeree internazionali (+12,5%) e le imposte e i pagamenti agli enti locali (+6,2%).
Questa ultima componente, rilevata annualmente nel trimestre di settembre, continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione inflazionistica degli ultimi anni.
Su base trimestrale, l'indice dei prezzi al consumo (IPC) è cresciuto dello 0,7%, rallentando rispetto all'incremento dell'1,5% registrato nel secondo trimestre.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.
Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).
Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.