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Wall Street tiene nonostante la volatilità

Saverio Berlinzani
February 18, 2026

WALL STREET REGGE L’URTO

 

Ieri la sessione operativa a New York si è chiusa con un risultato che riflette chiaramente il clima di mercato e il sentiment degli investitori di questo periodo. Le price action dei principali listini restano estremamente nervose, ma Wall Street non sembra ancora intenzionata a cedere terreno.

 

Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,07%, l’S&P 500 lo 0,10% e il Nasdaq lo 0,14%. Il punto non è tanto l’entità dei rialzi, quanto la dinamica sottostante.

 

Il comparto tecnologico è riuscito a recuperare terreno grazie al rimbalzo di Nvidia e Apple, ma la frattura interna al “mondo AI” rimane evidente: i titoli software continuano a soffrire, con vendite marcate su nomi come Intuit e Cadence Design Systems.

 

Il mercato sta mandando un messaggio chiaro: l’intelligenza artificiale non è più solo una storia di crescita, ma un tema di redistribuzione del potere e dei margini. Lo “shock” potenziale è ormai una variabile da portafoglio, non più da convegno.

 

Questa percezione è stata alimentata anche da dichiarazioni che inquadrano lo stato d’animo degli operatori:


“Il mercato guarda al breve termine, ma ci sarà comunque un ritorno all’intelligenza artificiale”, ha commentato Tim Ghriskey (Ingalls & Snyder) a New York il 17 febbraio 2026.

 

Nel frattempo, la rinnovata incertezza di breve periodo resta presente. Banche e istituti di credito hanno registrato un solido rialzo, sostenuti dai Treasury, poiché le aspettative di tassi più bassi da parte della Federal Reserve potrebbero stimolare l’attività creditizia.

 

VALUTE

 

Sul mercato dei cambi, l’EUR/USD ha tentato di superare quota 1,1800 senza riuscirvi, ripiegando poi verso 1,1840. Anche la sterlina, penalizzata dai deboli dati sul mercato del lavoro britannico, è scesa fino a 1,3490, per poi risalire in area 1,3550 nella notte. EUR/GBP si muove verso la zona 0,8760–0,8780.

 

USD/JPY ha perso terreno fino a 152,30, per poi recuperare verso 153,50, livello in cui si trova attualmente, in un contesto di acquisti di yen soprattutto sulle coppie cross, come EUR/JPY, che resta per ora sopra i supporti di 180,90.

 

Le valute oceaniche rimangono stabili, all’interno del range delle ultime sedute. Il mercato è in attesa di un trigger in grado di generare un breakout. Una possibilità potrebbe essere un eventuale breakout ribassista di EUR/USD, dato il peso delle ingenti posizioni long detenute dai grandi istituzionali sui futures e sul mercato cash.

 

PERDE QUOTA LO ZEW

 

L’indicatore ZEW del sentiment economico tedesco è sceso a 58,3 a febbraio 2026, dal massimo di quattro anni di 59,6 registrato a gennaio, rimanendo sotto le attese del mercato (65). Il dato, sostanzialmente stabile, segnala una ripresa fragile della maggiore economia europea.

 

Persistono difficoltà strutturali nel settore industriale e negli investimenti, evidenziando la necessità di riforme per rafforzare l’attrattività economica della Germania. I settori orientati all’export hanno registrato guadagni da moderati a solidi, probabilmente sostenuti da un incremento inatteso degli ordini verso la fine del 2025.

 

Il sentiment è migliorato in maniera significativa nei comparti chimico-farmaceutico, siderurgico, metallurgico e dell’ingegneria meccanica. Anche le prospettive per i consumi privati sono migliorate, con un aumento di 6 punti nonostante l’incertezza persistente.

 

Al contrario, il clima è peggiorato nei settori bancario, informatico e assicurativo. La valutazione delle condizioni attuali continua invece a migliorare, con l’indice di situazione in rialzo a –65,9.

 

UK: SALE LA DISOCCUPAZIONE

 

Il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è salito al 5,2% a dicembre 2025, leggermente sopra le attese (5,1%) e ai massimi dal febbraio 2021. I disoccupati sono aumentati di 94.000 unità su base trimestrale, raggiungendo quota 1,883 milioni, con incrementi in tutte le fasce di durata: fino a 6 mesi, tra 6 e 12 mesi e oltre 12 mesi.

 

Nel frattempo, gli occupati sono cresciuti di 52.000 unità, arrivando a 34,244 milioni, anche se il tasso di occupazione è sceso marginalmente al 75,0%. Il numero di persone con un secondo lavoro è calato leggermente a 1,287 milioni (3,8% degli occupati).

 

RBNZ: TASSI INVARIATI

 

La Reserve Bank of New Zealand ha mantenuto invariato il tasso ufficiale al 2,25% nella riunione di febbraio, in linea con le attese, lasciando i costi di finanziamento al livello più basso da metà 2022.

 

La banca centrale ha indicato che la politica monetaria rimarrà accomodante ancora per un periodo, poiché i precedenti tagli ai tassi continuano a sostenere la ripresa economica e l’assorbimento della capacità inutilizzata. L’inflazione annua resta leggermente sopra il target 1–3%, ma le pressioni sottostanti su prezzi e salari si stanno attenuando e si prevede un ritorno verso il 2% entro l’anno successivo.

 

Il PIL ha mostrato un miglioramento negli ultimi trimestri, sostenuto da esportazioni più solide e da un sentiment delle imprese in ripresa. Il Board descrive i rischi come bilanciati e ribadisce che le future decisioni dipenderanno dai dati in arrivo.

 

GIAPPONE: AUMENTA L’EXPORT

 

Le esportazioni giapponesi sono aumentate del 16,8% su base annua, accelerando rispetto al +5,1% del mese precedente e segnando il ritmo più rapido da novembre 2022. Il dato ha superato le attese del mercato (12%), sostenuto dalla forte domanda pre–Capodanno lunare proveniente dalla Cina e da altri Paesi asiatici.

 

Le vendite sono cresciute anche verso India, Australia, UE, Russia e Germania. Al contrario, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 5%, risentendo della debolezza nei settori farmaceutico, dei macchinari per la lavorazione dei metalli e dell’automotive, dopo un già consistente calo dell’11,1% a dicembre.

 

Dopo il duro impatto dei dazi statunitensi nel terzo trimestre del 2025, le esportazioni giapponesi hanno iniziato a riprendersi grazie all’accordo di settembre con Washington, che ha introdotto un dazio uniforme del 15% sulla maggior parte dei beni. Tuttavia, la ripresa resta fragile nello scenario globale incerto.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

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