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Analisi di mercato

Wall Street rimbalza tra speranze e tech in rialzo

Saverio Berlinzani
May 21, 2026

SI RIACCENDONO LE SPERANZE

 

Forte rialzo per Wall Street nella sessione di mercoledì, con chiusure trainate dal settore dei semiconduttori e dal crescente ottimismo verso una possibile soluzione del conflitto.

 

I principali listini statunitensi hanno rimbalzato con decisione dopo tre sessioni consecutive di cali, sostenuti anche dall’attesa per la pubblicazione dei risultati trimestrali di Nvidia. L’S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno guadagnato rispettivamente l’1,08% e l’1,54%, interrompendo la serie negativa, mentre il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’1,31%.

 

Nvidia, il colosso dei chip, dovrebbe confermare una forte crescita di utili e ordini, ma il tono delle sue previsioni sarà determinante per l’intero settore tecnologico. In un contesto in cui la spesa per l’intelligenza artificiale ha trainato gli investimenti negli Stati Uniti nell’ultimo trimestre, le prospettive restano cruciali anche per la crescita futura della produttività e delle infrastrutture.

 

Il rimbalzo azionario si è verificato nonostante la tenuta dei rendimenti sui titoli di Stato a lungo termine, ancora sotto pressione per i timori che gli elevati prezzi dell’energia possano diffondersi nei settori chiave dell’economia, spingendo la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria restrittiva.

 

VALUTE

 

Sul mercato valutario non si registrano cambiamenti significativi, con le principali coppie che continuano a muoversi all’interno dei range di oscillazione delle ultime settimane.

 

Attualmente non prevale né un contesto di risk on né di risk off, poiché le speranze di una soluzione diplomatica al conflitto si alternano a continui fattori di incertezza, che rallentano la concretizzazione di un accordo definitivo in Medio Oriente.

 

EUR/USD oscilla tra 1,1585 e 1,1650, mentre il cable, dopo aver testato il livello di 1,3360, è risalito verso 1,3430, mantenendo sotto pressione EUR/GBP, ora in area 0,8650.

 

USD/JPY resta in bilico, compresso tra il supporto di 158,70 e la resistenza in area 159,20, dove il mercato teme un possibile intervento della Bank of Japan, eventualmente in coordinamento con la Federal Reserve.

 

Le valute oceaniche mostrano debolezza, con AUD penalizzato dai dati sull’occupazione, saliti al 4,5%, al di sopra delle attese del 4,3%. Al contrario, la Nuova Zelanda ha registrato un surplus commerciale record di 1,9 miliardi ad aprile, fattore che potrebbe spingere AUD/NZD verso area 1,2000.

 

PETROLIO

 

I prezzi del petrolio WTI spot sono scesi per la seconda sessione consecutiva, attestandosi intorno ai 99 dollari al barile, con gli operatori che mostrano un cauto ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, nonostante i segnali contrastanti provenienti da entrambe le parti.

 

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che il conflitto potrebbe concludersi “molto rapidamente”, pur avvertendo che Washington potrebbe riprendere le operazioni militari in caso di fallimento dei negoziati.

 

Nei giorni precedenti, Trump aveva annullato un attacco pianificato, nell’ambito di un tentativo di favorire il dialogo. Parallelamente, l’Iran ha minacciato di estendere il conflitto oltre la regione nel caso in cui Stati Uniti e Israele dovessero riprendere le ostilità.

 

Nel frattempo, le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a sostenere i prezzi del petrolio.

Sebbene alcune navi abbiano ripreso il transito, la rotta resta fortemente limitata. Secondo alcune fonti, tre superpetroliere cariche di greggio hanno lasciato lo Stretto nella giornata di mercoledì.

 

Negli Stati Uniti, le scorte di petrolio greggio sono diminuite per la quarta settimana consecutiva, mentre i prezzi rimangono circa il 50% superiori ai livelli precedenti al conflitto.

 

GERMANIA

 

Ad aprile 2026, i prezzi alla produzione in Germania sono aumentati dell’1,7% su base annua, recuperando dal calo dello 0,2% registrato a marzo e segnando il primo incremento da febbraio dello scorso anno.

 

Il dato si è rivelato superiore alle aspettative di mercato (1,5%) e rappresenta il livello più elevato da maggio 2023, trainato principalmente dall’aumento dei prezzi dei beni intermedi e dell’energia.

 

In particolare, i prezzi del petrolio sono saliti del 35,5% a causa delle tensioni in Medio Oriente. Escludendo la componente energetica, l’incremento dei prezzi alla produzione si attesta all’1,6%.

 

Su base mensile, i prezzi sono cresciuti dell’1,2%, in rallentamento rispetto al +2,5% di marzo, ma comunque superiori alle previsioni dell’1,0%, segnando il secondo mese consecutivo di crescita.

 

UK: INFLAZIONE IN RIBASSO

 

Il tasso di inflazione annuale nel Regno Unito è rallentato al 2,8% nell’aprile 2026, rispetto al 3,3% registrato a marzo.

 

Il dato si è attestato al di sotto delle aspettative di mercato (3,0%) e rappresenta il livello più basso da marzo dello scorso anno.

 

Il rallentamento è stato determinato principalmente da una significativa riduzione dell’inflazione nel comparto degli alloggi e dei servizi.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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