I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 72% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Stallo USA‑Iran e Fed restrittiva

Saverio Berlinzani
May 19, 2026

SITUAZIONE CRISTALLIZZATA

 

Lunedì i mercati azionari statunitensi hanno mostrato andamenti contrastanti, dopo il calo registrato la scorsa settimana dai massimi storici. Le pressioni macroeconomiche hanno infatti controbilanciato il rally speculativo delle società legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

 

L’S&P 500, il Nasdaq e il Dow Jones hanno chiuso rispettivamente a -0,07%, -0,51% e +0,32%, oscillando complessivamente intorno allo zero.

 

Tra Iran e Stati Uniti si registra una situazione di stallo, che alimenta le aspettative di una prolungata sospensione delle esportazioni energetiche dal Medio Oriente. Questo scenario sta spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari e i prezzi delle materie prime energetiche.

 

In tale contesto, si prevede che la Federal Reserve manterrà i tassi d’interesse in territorio restrittivo nelle prossime riunioni, nonostante la preferenza del nuovo presidente Warsh per livelli più bassi.

 

Le società legate all’intelligenza artificiale hanno mostrato performance contrastanti, risentendo del sentiment di rischio: Tesla e Meta hanno perso oltre l’1%, mentre Alphabet e Microsoft hanno guadagnato circa l’1%.

 

Il comparto delle infrastrutture per l’IA ha invece registrato prevalentemente rialzi, con Nvidia in aumento dello 0,5% in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali di questa settimana.

 

USA‑IRAN: POCHE NOVITÀ

 

Durante la sessione europea sono emerse indiscrezioni diffuse da Al Arabiya, secondo cui l’Iran sarebbe favorevole a una tregua lunga e articolata in più fasi, includendo un congelamento del programma nucleare nel lungo periodo piuttosto che uno smantellamento completo.

 

Questa notizia ha causato un temporaneo indebolimento del dollaro, dopo i guadagni registrati venerdì. Tuttavia, il ritorno del risk on non si è riflesso sul petrolio, che è rimasto in area 102 dollari per il WTI e 107 per il Brent.

 

I prezzi energetici erano inizialmente scesi di qualche dollaro, facendo sperare in una correzione più consistente, ma il rinnovarsi delle tensioni ha invertito la tendenza.

 

La causa principale del ritorno dell’incertezza è stata la smentita della notizia, diffusa da media iraniani, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero accettato di revocare le sanzioni petrolifere durante i negoziati.

 

Anche il tentativo di recupero di Wall Street è fallito: le azioni sono tornate in calo, mentre il petrolio ha ripreso a salire, in seguito al riaffiorare dei dubbi su un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per riattivare i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.

 

VALUTE

 

Sul mercato valutario si segnala la ripresa del cable e la conseguente discesa dell’EUR/GBP, sceso a 0,8675.

 

Il movimento è legato alle dichiarazioni di Andy Burnham, già sindaco di Manchester e potenziale successore di Starmer, che avrebbe escluso modifiche alle norme fiscali del Regno Unito e un ritorno nell’Unione Europea.

 

Il cable si mantiene sopra 1,3400, mentre EUR/GBP resta in area 0,8675.

 

EUR/USD rimane sopra 1,1620, con il supporto che per ora tiene. USD/JPY si avvicina invece a quota 159,00, con il mercato che continua a testare la determinazione della Bank of Japan.

 

EUR/JPY si mantiene sopra 185,00, mentre le valute oceaniche tornano vicine ai rispettivi supporti chiave.

 

USD/CAD si trova poco al di sotto della resistenza rilevante in area 1,3800. Per quanto riguarda le valute emergenti, USD/CNH resta stabile in prossimità del supporto chiave a 6,7800.

 

Nel complesso, il dollaro torna protagonista sia per il differenziale di rendimento sia per il suo ruolo di valuta rifugio in un contesto globale incerto.

 

GIAPPONE: PIL IN RIPRESA

 

Il PIL giapponese è cresciuto dello 0,5% su base trimestrale nel primo trimestre 2026, accelerando rispetto allo 0,2% del trimestre precedente e superando le aspettative di mercato, fissate allo 0,4%.

 

Si tratta della crescita più forte dal terzo trimestre del 2024, sostenuta da un recupero dei consumi privati, favorito dall’allentamento delle pressioni inflazionistiche e da una crescita salariale stabile.

 

Anche gli investimenti pubblici sono aumentati per la prima volta in tre trimestri, grazie a una maggiore spesa per infrastrutture.

 

Il saldo commerciale ha contribuito positivamente, con esportazioni in forte aumento trainate dalla domanda estera di automobili e prodotti tecnologici, mentre le importazioni sono cresciute a un ritmo più contenuto.

 

Guardando ai prossimi mesi, la crescita potrebbe rimanere moderata, a causa dell’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente.

 

PETROLIO

 

I prezzi del petrolio restano relativamente stabili, con il WTI in area 102 dollari al barile, in leggero calo rispetto ai livelli precedenti.

 

Il movimento segue le dichiarazioni del presidente Trump, che ha annunciato la sospensione di un attacco militare pianificato contro l’Iran, accogliendo le richieste degli alleati del Golfo Persico.

 

Questo ha alimentato un certo ottimismo sulla possibile ripresa dei negoziati. Trump ha dichiarato che Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno chiesto tempo per favorire un dialogo, anche se Teheran non ha ancora confermato tali sviluppi.

 

Nonostante questo, i prezzi restano elevati dopo oltre una settimana di rialzi, sostenuti dallo stallo nei colloqui di pace e dalla quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz.

 

Il programma nucleare iraniano e le restrizioni alla navigazione continuano a rappresentare ostacoli significativi a una svolta nei negoziati.

 

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno concesso una nuova deroga che consente la vendita di petrolio e prodotti petroliferi russi già caricati sulle petroliere.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.