IL TESORO USA SI MUOVE
Nella seduta di ieri, 19 agosto 2026, Wall Street si è mossa in una fase di complessivo stand-by, chiudendo in lieve rialzo dopo le forti vendite registrate nel comparto tecnologico il giorno precedente.
Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente, mentre i verbali della Fed hanno confermato, come già emerso dopo l'ultima decisione di politica monetaria, una banca centrale ancora orientata a una posizione restrittiva sui tassi di interesse.
Vale però la pena ricordare che ieri il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un aumento delle dimensioni delle operazioni sui titoli nominali a lungo termine. L'attuale limite massimo di 2 miliardi di dollari per operazione sarà portato ad almeno 4 miliardi di dollari.
Tale decisione, che comporta l'aumento della dimensione massima delle singole operazioni di liquidity support buyback (riacquisto di titoli a lungo termine con scadenza compresa tra 10 e 30 anni), equivale a un'immissione di liquidità nel sistema che, teoricamente, dovrebbe indebolire il dollaro e ridurre i rendimenti dei titoli di Stato.
Si tratta, infatti, di un'operazione tecnica finalizzata a fornire liquidità ed efficienza al mercato dei Treasury a lunga scadenza, attraverso il riacquisto di titoli più vecchi o meno scambiati e la loro sostituzione con nuove emissioni.
Nel frattempo, durante la notte, i mercati azionari hanno registrato un rimbalzo tecnico grazie al calo dei rendimenti globali successivo alla decisione del Tesoro statunitense.
LE MINUTE DELLA FED
I verbali del FOMC (Federal Open Market Committee), relativi alla riunione del 28 e 29 luglio, sono stati pubblicati dalla Federal Reserve il 19 agosto 2026.
I documenti hanno evidenziato una forte divisione interna alla banca centrale guidata dal presidente Kevin Warsh, con una propensione decisamente restrittiva (hawkish) legata ai persistenti rischi inflazionistici.
Il Comitato ha votato a maggioranza, con un risultato di 9 a 3, per mantenere i tassi invariati nell'intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%.
I tre membri dissenzienti, Logan, Hammack e Kashkari, avrebbero preferito un rialzo immediato di un quarto di punto percentuale.
I verbali evidenziano inoltre come il sostegno a una futura stretta monetaria sia ben più ampio dei soli tre voti contrari. Molti membri hanno infatti dichiarato esplicitamente che sarà necessario aumentare i tassi se l'inflazione non mostrerà chiari segnali di rientro verso l'obiettivo del 2%.
GIAPPONE, PEGGIORA LA BILANCIA COMMERCIALE
Il deficit commerciale del Giappone si è ampliato sensibilmente, raggiungendo i 634,5 miliardi di yen nel luglio 2026, rispetto ai 156,3 miliardi registrati nello stesso mese dell'anno precedente.
Il dato è comunque risultato migliore rispetto alle attese di mercato, che indicavano un deficit di circa 680 miliardi di yen.
Le importazioni sono aumentate del 27,8% su base annua, accelerando rispetto al +25,4% di giugno. Il dato ha superato le stime del 26,5% e rappresenta la crescita più forte dal novembre 2022.
Il forte incremento riflette una domanda interna ancora sostenuta, con le importazioni di petrolio greggio in aumento dell'87,8%.
Le esportazioni sono cresciute del 23,2%, segnando l'undicesimo mese consecutivo di espansione. A sostenerle sono stati soprattutto l'indebolimento dello yen e la solida domanda di semiconduttori destinati all'intelligenza artificiale, nonostante i rischi legati alle possibili interruzioni delle catene di approvvigionamento derivanti dal conflitto in Medio Oriente.
VALUTE
Interessante il ribasso del dollaro registrato ieri dopo la decisione del Tesoro statunitense.
L'EUR/USD è salito a 1,1670 da 1,1570, mentre il Cable è tornato in area 1,3600.
L'unica valuta a non beneficiare in modo significativo dell'indebolimento del biglietto verde è stata lo yen. L'USD/JPY, dopo una rapida discesa fino a 158,05, è infatti risalito a 158,70 durante la notte, mentre l'EUR/JPY è tornato con decisione sopra quota 185,10.
Protagonista anche il franco svizzero, con l'EUR/CHF in calo di una figura fino a 0,9340, sulla scia del ribasso impulsivo dell'USD/CHF.
I mercati attendono ora nuovi trigger, ovvero motivazioni convincenti che possano dare origine a un trend più definito. Per il momento, il ribasso del dollaro conseguente alla decisione del Tesoro USA non sembra sufficiente a modificare in modo significativo gli equilibri di mercato. Serve ben altro.
CINA
Ad agosto 2026, la Banca Popolare Cinese ha mantenuto i tassi di riferimento ai minimi storici per il quindicesimo mese consecutivo, in linea con le aspettative del mercato.
La decisione riflette la cautela delle autorità monetarie riguardo all'impatto del conflitto in Medio Oriente, mentre la crescita del PIL nel secondo trimestre è rallentata al livello più basso dal quarto trimestre del 2022, nonostante il forte sostegno proveniente dalle esportazioni legate alla domanda di tecnologie per l'intelligenza artificiale.
Il tasso di riferimento sui prestiti a un anno (LPR), utilizzato per la maggior parte dei finanziamenti a imprese e famiglie, è rimasto al 3,0%. Il tasso a cinque anni, parametro di riferimento per i mutui, è rimasto invariato al 3,5%.
Nel frattempo, anche la crescita della produzione industriale e delle vendite al dettaglio ha mostrato segnali di rallentamento.
I prezzi delle abitazioni hanno continuato a diminuire, confermando la persistente debolezza del settore immobiliare.
L'USD/CNY si mantiene sui minimi, in area 6,7200.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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