I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 72% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Guerra o pace: mercati incerti tra petrolio e Fed

Saverio Berlinzani
May 28, 2026

GUERRA O PACE, QUESTO IL DILEMMA

 

Nella seduta di mercoledì 27 maggio 2026, Wall Street ha registrato un andamento contrastato, caratterizzato da scarsi movimenti percentuali.

 

Il Dow Jones ha chiuso in leggero rialzo (+0,41%, a circa 50.401 punti), mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno mostrato variazioni contenute, dopo aver toccato i massimi storici nelle sessioni precedenti.

 

Tre elementi principali hanno caratterizzato la seduta. Il primo riguarda i negoziati tra Stati Uniti e Iran: inizialmente avevano generato ottimismo, dopo la notizia di un accordo quadro diffusa da fonti iraniane, successivamente smentita dalla Casa Bianca.

 

Il secondo elemento è stato il crollo del prezzo del petrolio, sceso sotto quota 87 dollari (WTI), per poi risalire in seguito alla smentita dell’accordo.

 

Il terzo fattore è rappresentato dal settore tecnologico e dei semiconduttori, che ha rallentato dopo i recenti rally. Nvidia e Intel hanno ceduto circa il 3%, mentre Qualcomm è crollata del 9%, correggendo il forte slancio registrato quest’anno, mentre i mercati continuano a interrogarsi sulla sostenibilità del rally legato alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

 

Nel frattempo, il Dow Jones ha guadagnato circa 300 punti, raggiungendo un nuovo massimo storico.

 

Una bozza di accordo di pace presentata dall’Iran indicava la disponibilità del Paese a ripristinare gli scambi commerciali attraverso il Golfo Persico, ma gli Stati Uniti hanno definito il documento una completa invenzione.

 

BORSE ASIATICHE IN RIBASSO

 

La maggior parte delle borse asiatiche ha registrato ribassi, penalizzata dal rallentamento dei titoli tecnologici e di quelli legati all’intelligenza artificiale, che hanno inciso negativamente sul sentiment regionale.

 

Gli investitori restano vigili sulle dinamiche geopolitiche, soprattutto alla luce delle notizie su nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran, mentre i due Paesi continuano a essere in disaccordo su punti chiave dei negoziati di pace.

 

VALUTE

 

Giovedì, l’indice del dollaro ha superato quota 99,3, avvicinandosi ai massimi delle ultime sette settimane.

 

Le notizie di nuovi attacchi statunitensi contro una base militare iraniana hanno offuscato le prospettive di un accordo di pace, mantenendo elevate le preoccupazioni su inflazione e tassi di interesse.

 

I due Paesi restano in disaccordo su questioni centrali, tra cui il controllo dello Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano.

 

Nel frattempo, il presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Neel Kashkari, ha ribadito che la priorità resta la riduzione dell’inflazione, sottolineando come i prezzi al consumo rimangano elevati, mentre il mercato del lavoro continua a mostrare resilienza.

 

Gli investitori attendono ora la pubblicazione dell’indice PCE, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, per ottenere ulteriori indicazioni sulle prospettive dei tassi.

 

Attualmente, i mercati prezzano circa il 50% di probabilità di un rialzo dei tassi entro dicembre.

 

Sul Forex, EUR/USD è sceso sotto quota 1,1600, avvicinandosi al supporto chiave di 1,1550. Il Cable ha mostrato una flessione più marcata, scendendo fino a 1,3365, in seguito al rinnovato clima di risk-off.

 

USD/JPY si avvicina pericolosamente a quota 160,00, livello oltre il quale il mercato si attende un possibile intervento della BOJ.

 

Infine, AUD e NZD sono in calo, con il dollaro australiano più debole in termini relativi: AUD/NZD ha infatti avviato un movimento ribassista significativo.

 

MUTUI IN SALITA

 

Secondo il sondaggio settimanale della Mortgage Bankers Association, il tasso medio trentennale per i mutui conformi negli Stati Uniti (fino a 806.500 dollari) è salito al 6,65% nella settimana terminata il 22 maggio 2026, dal 6,56% della settimana precedente.

 

Si tratta del livello più alto da agosto 2025.

 

I tassi sono aumentati per la quinta settimana consecutiva, seguendo l’andamento dei rendimenti dei Treasury, in un contesto caratterizzato da persistenti timori inflazionistici legati all’aumento dei costi energetici e al crescente debito pubblico globale.

 

Ciò ha spinto gli investitori a escludere tagli dei tassi da parte della Fed nel breve termine, aumentando invece le aspettative di un rialzo entro fine anno.

 

PETROLIO

 

Giovedì, i futures del petrolio WTI sono tornati sopra i 92 dollari al barile, recuperando le perdite della sessione precedente.

 

I negoziati tra Stati Uniti e Iran restano in stallo su diverse questioni chiave legate alla fine del conflitto.

 

Le notizie di nuovi attacchi statunitensi hanno inoltre alimentato i timori di ulteriori interruzioni del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz.

 

Il presidente Donald Trump ha ribadito che Washington non accetterà un accordo sfavorevole, respingendo qualsiasi allentamento delle sanzioni, nonostante le richieste iraniane di fermare gli attacchi e ottenere concessioni economiche.

 

Nonostante ciò, i prezzi del petrolio sono ancora avviati verso un secondo calo settimanale consecutivo, sostenuti dalle aspettative che le parti possano comunque giungere a un’intesa finale.

 

GOLD IN RIBASSO

 

Giovedì l’oro è sceso sotto i 4.400 dollari l’oncia, toccando i minimi degli ultimi due mesi.

 

Il calo è stato innescato dalle notizie di nuovi attacchi statunitensi contro una base iraniana, che hanno ridotto l’ottimismo sui negoziati di pace e mantenuto alta l’attenzione sui rischi inflazionistici.

 

Anche in caso di progresso verso un accordo, i prezzi elevati dell’energia potrebbero continuare ad alimentare le pressioni inflazionistiche, spingendo le banche centrali a mantenere tassi più alti più a lungo.

 

Dall’inizio del conflitto, l’oro ha perso oltre il 15% del proprio valore.

 

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.