INIZIANO LE TRIMESTRALI
L'apertura dei mercati finanziari di oggi, lunedì 12 ottobre 2026, sembra caratterizzata da un clima positivo sui listini asiatici ed europei, sostenuto principalmente dal calo dei prezzi del petrolio seguito alla tregua energetica promossa da Donald Trump.
La settimana si preannuncia tuttavia volatile e cruciale, con l'attenzione degli investitori rivolta ai dati sull'inflazione negli Stati Uniti e nell'Eurozona e all'avvio della stagione delle trimestrali bancarie a Wall Street.
I listini asiatici registrano movimenti prevalentemente al rialzo. Le piazze di Hong Kong, Sydney, Singapore, Wellington e Manila beneficiano dell'allentamento delle tensioni sul fronte energetico, mentre Seul e Taipei mostrano una performance più debole.
Anche il WTI appare in ribasso, con pressioni inflazionistiche che sembrano attenuarsi.
La settimana sarà particolarmente interessante anche per la pubblicazione delle trimestrali del settore bancario statunitense, che potrebbero influenzare in modo significativo la price action degli indici di Wall Street.
PETROLIO
Lunedì i prezzi del WTI sono scesi verso i 90 dollari al barile, interrompendo un rally durato due sedute. Il movimento è legato alle aspettative che le forniture di gasolio russo possano contribuire ad alleviare la carenza globale di carburante.
Venerdì Trump ha dichiarato che la sua amministrazione aveva raggiunto un accordo con la Russia per la fornitura di centinaia di migliaia di tonnellate di gasolio, segnalando un parziale allentamento del divieto di esportazione imposto da Mosca.
Trump ha inoltre affermato che Russia e Ucraina avrebbero concordato un "cessate il fuoco energetico" con effetto immediato.
Dal punto di vista tecnico, il WTI sta creando le condizioni per un ribasso più significativo, avendo sviluppato una configurazione distributiva caratterizzata da massimi decrescenti. Va tuttavia ricordato che tale scenario verrebbe invalidato in caso di superamento dell'area di 102,50 dollari, che aprirebbe nuovamente la strada alla ricerca di nuovi massimi.
VALUTE
I principali cambi valutari rimangono stabili. L'EUR/USD quota intorno a 1,1200 e non riesce a superare né il livello di 1,1260 né a scendere sotto 1,1180, rimanendo quindi all'interno del range di breve periodo.
Il dollaro statunitense continua inoltre a mostrarsi forte nei confronti dello yen giapponese, con il cambio USD/JPY stabilmente sopra quota 158,00.
Anche la sterlina mantiene un andamento laterale nel range compreso tra 1,3200 e 1,3280, senza evidenziare segnali di uscita dalla fase di consolidamento che caratterizza le ultime settimane.
Fino alla conclusione del conflitto e, soprattutto, fino alle decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse previste per il 28 ottobre, è probabile che il mercato continui a muoversi all'interno dell'attuale fase laterale. Solo successivamente, e anche in funzione dell'entità degli eventuali rialzi decisi dall'autorità monetaria statunitense, sarà possibile individuare una direzione più definita per il mercato valutario.
Le valute oceaniche rimangono deboli, mentre il dollaro continua a confermarsi la valuta più forte, sostenuto sia dai rendimenti offerti sia dal suo ruolo di bene rifugio per gli investitori.
GOLD IN RIPRESA
I prezzi dell'oro hanno nel frattempo superato i 4.200 dollari l'oncia, estendendo i guadagni per la terza seduta consecutiva.
Il movimento è stato favorito dal calo dei prezzi del petrolio e dalla speranza che le forniture di diesel russo possano contribuire ad alleviare la carenza globale di carburante, attenuando così i timori legati all'inflazione.
Dal punto di vista tecnico, il quadro rimane tuttavia impostato al ribasso e il movimento attuale sembra configurarsi come una semplice correzione del precedente trend discendente.
Le principali resistenze si collocano in area 4.400 dollari l'oncia. Un loro superamento confermerebbe una ripresa più strutturata delle quotazioni. Al momento, però, tale scenario continua a essere ostacolato dai rendimenti dei Treasury statunitensi, con il decennale che rimane sopra il 5,2%.
Gli investitori attendono ora le prossime decisioni della Federal Reserve e i dati macroeconomici della settimana. In particolare, saranno osservati con attenzione i dati sull'inflazione statunitense, che potrebbero fornire indicazioni importanti sulle future mosse di politica monetaria della banca centrale americana.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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